Novità dell'Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia nella formazione
Aggiornato il 15 luglio 2026
Le novità dell'Accordo Stato-Regioni 2025 (Rep. 59/CSR) ridisegnano la formazione obbligatoria: nuovo obbligo per il datore di lavoro, corso preposti più lungo con aggiornamento biennale, dirigenti riorganizzati e attrezzature aggiornate. Questo articolo spiega cosa cambia davvero e come adeguare il piano formativo aziendale.
Perché l'Accordo Stato-Regioni 2025 riscrive la formazione
L'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 (Rep. 59/CSR), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24/05/2025, ha accorpato in un unico testo gli accordi precedenti sulla formazione. Non è un ritocco marginale: cambia durate, periodicità e modalità per quasi tutte le figure aziendali. Il quadro completo è nella voce dedicata all'Accordo 2025.
L'obiettivo dichiarato è semplificare un sistema stratificato e allinearlo alle nuove forme di lavoro. Per le aziende, però, la conseguenza pratica è concreta: rivedere il piano formativo e verificare quali corsi vanno riprogrammati con le nuove regole, senza dare per scontato che valga ancora ciò che valeva fino al 2024.
Vale la pena chiarire subito un punto che genera ansie inutili. Gli attestati già conseguiti non decadono: le nuove regole si applicano ai corsi avviati dopo l'entrata in vigore e agli aggiornamenti futuri. Nessuno deve rifare da capo la formazione valida.
Il testo tocca cinque fronti principali: l'obbligo del datore di lavoro, il rafforzamento dei preposti, la riorganizzazione dei dirigenti, l'assorbimento delle abilitazioni alle attrezzature e una razionalizzazione dei crediti formativi tra corsi affini. Nei paragrafi che seguono li affrontiamo uno alla volta, con il rinvio al corso o alla voce che li approfondisce.
Il nuovo obbligo formativo del datore di lavoro
La novità più rilevante riguarda il datore di lavoro. Fino al 2025 doveva formarsi solo se assumeva in proprio l'incarico di RSPP. Ora l'Accordo introduce un obbligo formativo autonomo per tutti i datori di lavoro, con un modulo dedicato a responsabilità, organizzazione della prevenzione e criteri di scelta dei collaboratori.
L'obbligo si assolve con il corso base per datori di lavoro. Chi assume anche il ruolo di RSPP continua a seguire il percorso DL-RSPP graduato per classe di rischio, con aggiornamento quinquennale differenziato per fascia. La voce sul datore di lavoro aiuta a capire in quale dei due casi ci si trova.
È il punto su cui più aziende arriveranno impreparate, perché coinvolge anche microimprese e titolari che finora non avevano mai frequentato un corso. Conviene inserirlo nel piano formativo con anticipo, sfruttando il regime transitorio previsto dall'Accordo per l'adeguamento.
Preposti e dirigenti: le modifiche da conoscere
Il corso base per preposti è stato irrobustito e portato a 12 ore. Ancora più importante, l'aggiornamento diventa biennale e non più quinquennale, e l'e-learning è escluso: restano ammesse solo aula e videoconferenza sincrona. La stretta si spiega con il ruolo di vigilanza rafforzato dalla legge 215/2021.
Chi coordina di fatto altri lavoratori è preposto anche senza nomina formale: conviene verificare l'organigramma reale prima di programmare l'aggiornamento preposti. Per i dirigenti, invece, il corso base è stato ridotto e compare un modulo aggiuntivo per i cantieri rivolto alle imprese affidatarie.
Le abilitazioni alle attrezzature confluiscono nel nuovo testo, con l'ingresso di carroponte, macchine raccogli-frutta e caricatori per la movimentazione dei materiali. Chi utilizza queste attrezzature dovrà pianificare l'abilitazione secondo le finestre transitorie previste.
Come adeguare il piano formativo aziendale
Tradurre le novità in azioni concrete richiede tre passaggi ordinati, gli stessi che seguirebbe un consulente in un audit iniziale.
- Mappare i ruoli reali: chi è datore di lavoro, chi preposto, chi dirigente, guardando le funzioni esercitate in concreto e non solo le etichette contrattuali.
- Verificare le scadenze in corso con la voce sulle scadenze della formazione, distinguendo gli attestati ancora validi da quelli in rinnovo.
- Attivare i nuovi obblighi partendo dal catalogo corsi, a cominciare dal corso del datore di lavoro e dagli aggiornamenti dei preposti col nuovo ritmo biennale.
Per gruppi numerosi conviene passare dal preventivo: l'analisi della richiesta include una verifica di congruenza tra ruoli dichiarati e corsi necessari, che spesso fa emergere adempimenti trascurati. Gli attestati emessi restano rilasciati ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 (Rep. 59/CSR) e s.m.i.
Domande frequenti
Gli attestati conseguiti prima dell'Accordo 2025 sono ancora validi?
Sì. I percorsi completati sotto la disciplina precedente conservano validità come crediti formativi. Le nuove regole si applicano ai corsi avviati dopo l'entrata in vigore e agli aggiornamenti successivi, che seguono le nuove durate e periodicità. Per i nuovi obblighi, come quello del datore di lavoro, l'Accordo prevede un regime transitorio con termini dedicati per l'adeguamento.
Il datore di lavoro deve formarsi anche se ha un RSPP esterno?
Sì. È la novità principale dell'Accordo 2025: l'obbligo formativo del datore di lavoro è autonomo e prescinde dalla nomina di un RSPP esterno. Il modulo riguarda responsabilità, organizzazione della prevenzione e scelta dei collaboratori. Chi assume anche l'incarico di RSPP segue invece il percorso DL-RSPP graduato per classe di rischio.
Perché l'aggiornamento dei preposti è diventato più frequente?
Perché il ruolo del preposto è stato rafforzato dalla legge 215/2021, che ne ha ampliato i poteri di vigilanza e intervento. Coerentemente, l'Accordo 2025 ha reso l'aggiornamento biennale anziché quinquennale ed escluso l'e-learning, ammettendo solo aula e videoconferenza sincrona. L'obiettivo è mantenere costantemente aggiornata chi sorveglia sul lavoro altrui.