Istituto Formazione Sicurezza
Preventivo

Corso di sicurezza sul lavoro in lingua straniera per lavoratori esteri

Il corso di sicurezza in lingua straniera eroga la formazione dei lavoratori nella lingua che il destinatario comprende davvero, come impone l'art. 37, comma 13, del D.Lgs. 81/2008. Gli obblighi normativi restano identici: cambia solo la lingua veicolare, con docenza dedicata, materiali tradotti e verifica finale nella stessa lingua.

I corsi disponibili in questa area

Perché la formazione va erogata in una lingua comprensibile

L'art. 37, comma 13, del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il contenuto della formazione deve essere "facilmente comprensibile per i lavoratori" e consentire loro di acquisire le conoscenze necessarie in materia di sicurezza. Non è una raccomandazione di stile: un corso non compreso non trasferisce competenze e, sul piano formale, non assolve l'obbligo formativo dell'azienda.

La comprensibilità è quindi condizione di validità dell'attestato, non una cortesia linguistica lasciata alla sensibilità del docente. Per il lavoratore straniero significa poter seguire i contenuti nella propria lingua veicolare; per l'azienda significa mettere al riparo la formazione da contestazioni in caso di infortunio o ispezione.

La giurisprudenza ha più volte ritenuto inefficace, e quindi non idonea ad assolvere l'obbligo, la formazione erogata a lavoratori che non padroneggiavano la lingua. Erogare nella lingua giusta non è un costo aggiuntivo, ma la condizione perché l'investimento formativo produca davvero prevenzione.

Quali lingue copriamo e come scegliere quella giusta

La lingua da usare non è per forza quella del Paese di origine, ma quella che il lavoratore padroneggia meglio: un cittadino di un Paese francofono dell'Africa occidentale segue spesso più efficacemente in francese che in una lingua locale. La scelta si compie a valle di una breve verifica linguistica preliminare.

Trattiamo le lingue più richieste dal mercato del lavoro italiano: inglese come lingua internazionale, francese, arabo e rumeno. Per organici plurilingue esistono le edizioni multilingua per aziende, che coprono più gruppi linguistici nello stesso intervento.

Lingue disponibili e contesti di impiego più frequenti
LinguaContesti tipiciNota
IngleseMultinazionali, ICT, aeroportuale, alberghieroLingua veicolare per gruppi di più nazionalità
FranceseEdilizia, ristorazione, assistenza alla personaLavoratori del Maghreb e dell'Africa francofona
AraboEdilizia, logistica, agricoltura, carniMediatore culturale e materiali bidirezionali
RumenoEdilizia, autotrasporto, assistenza domiciliareAttenzione ai falsi amici con l'italiano
Più lingueCantieri e magazzini con squadre misteEdizioni parallele su preventivo

Come verifichiamo che la formazione sia davvero efficace

Prima del corso accertiamo il livello di conoscenza della lingua veicolare scelta, così da calibrare docenza e materiali. Durante l'aula usiamo pittogrammi, esempi concreti di mansione e, dove serve, un mediatore linguistico-culturale che affianca il docente qualificato ai sensi del DM 06/03/2013.

La verifica finale dell'apprendimento è obbligatoria per tutti e viene somministrata nella stessa lingua del corso, evitando che misuri la padronanza dell'italiano anziché le competenze di sicurezza. L'esito documentato è ciò che rende l'attestato conforme ai requisiti del D.Lgs. 81/2008 e all'Accordo Stato-Regioni.

Ogni scelta viene tracciata: livello linguistico rilevato, lingua adottata, materiali consegnati ed esito della prova finale. Questa documentazione è la prima cosa che un organo di vigilanza richiede quando verifica l'efficacia della formazione dei lavoratori stranieri.

Contenuti identici, lingua diversa: cosa non cambia mai

Il programma resta quello previsto dall'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025: formazione generale comune a tutti i settori e formazione specifica graduata sul rischio dell'azienda. Erogare in un'altra lingua non riduce durate né contenuti, e non abilita scorciatoie sui moduli obbligatori del percorso.

Cambiano solo la lingua veicolare, gli esempi settoriali e gli strumenti didattici. La formazione generale resta un credito permanente del lavoratore, mentre la specifica e l'aggiornamento periodico seguono le rispettive scadenze, che vanno rispettate a prescindere dalla lingua di erogazione.

Per pianificare l'intero percorso del lavoratore straniero, dalla formazione generale alla specifica fino all'aggiornamento, sono utili la guida alla formazione dei lavoratori stranieri e il calendario delle scadenze formative.

Materiali, mediatori e strumenti didattici che usiamo

La comprensibilità si costruisce con strumenti concreti: materiali tradotti nella lingua veicolare, glossari tecnici bilingui e un ampio ricorso a pittogrammi e immagini di mansione. Dove la scolarizzazione è disomogenea, dimostrazioni e prove pratiche valgono più di qualsiasi dispensa scritta.

Per alcune lingue, come l'arabo, i materiali sono predisposti in forma bidirezionale, con testo da destra a sinistra. Quando serve, un mediatore linguistico-culturale affianca il docente e colma la distanza culturale nella percezione del rischio, non solo la barriera lessicale.

La docenza è sempre affidata a formatori in possesso dei requisiti del DM 06/03/2013. La lingua di erogazione non abbassa lo standard qualitativo: cambia il canale, non il rigore dei contenuti né il livello della verifica finale.

Gli obblighi dell'azienda verso i lavoratori stranieri

L'onere di garantire una formazione comprensibile ricade sul datore di lavoro: non è il lavoratore a doversi adeguare alla lingua del corso, ma il corso a doversi adeguare alla lingua del lavoratore. Ignorare questo principio espone l'azienda alle sanzioni dell'art. 55 del D.Lgs. 81/2008.

In caso di infortunio, una formazione erogata in una lingua non compresa viene facilmente contestata come inefficace, indebolendo la posizione dell'azienda. Documentare la scelta linguistica e l'esito della verifica è quindi una tutela sostanziale, oltre che un adempimento formale.

Anche il rappresentante dei lavoratori va coinvolto, e i preposti devono poter vigilare oltre la barriera linguistica. La formazione in lingua non è un servizio accessorio, ma parte integrante del sistema di prevenzione aziendale.

Domande frequenti

La formazione in lingua straniera ha lo stesso valore di quella in italiano?

Sì, ed è anzi la modalità corretta quando il lavoratore non padroneggia l'italiano. L'art. 37, comma 13, del D.Lgs. 81/2008 impone che la formazione sia comprensibile: erogata nella lingua veicolare del destinatario, con verifica finale nella stessa lingua, produce un attestato pienamente valido. È la formazione non compresa, non quella tradotta, a non assolvere l'obbligo.

Basta consegnare le dispense tradotte per rispettare l'obbligo di comprensibilità?

No. La traduzione dei materiali è un supporto, non la soluzione: l'obbligo riguarda l'intero processo formativo, quindi docenza, esempi, esercitazioni e verifica finale. Un corso spiegato in italiano con sole slide tradotte lascia il lavoratore senza reale comprensione. Serve una docenza nella lingua veicolare o un mediatore che garantisca il passaggio effettivo dei contenuti.

Come si stabilisce in quale lingua erogare il corso a un lavoratore straniero?

Si parte da una verifica del livello linguistico, perché la lingua di origine non coincide sempre con quella meglio compresa. Molti lavoratori seguono più efficacemente in una lingua veicolare come inglese o francese che nella lingua nazionale del proprio Paese. La scelta va documentata insieme all'esito della verifica, così da giustificare la modalità adottata in caso di controllo.