Quando scade l'aggiornamento della formazione: la guida al calcolo
A cura di Redazione Istituto Formazione Sicurezza · Aggiornato il 15 luglio 2026
Quando scade l'aggiornamento della formazione dipende dal ruolo e dalla data dell'ultimo attestato valido. Il quinquennio di lavoratori, dirigenti e RSPP decorre dal completamento del corso; i preposti hanno cadenza biennale e gli RLS annuale. Questa guida spiega come calcolare ogni singola scadenza in modo esatto.
Da quale data parte il conteggio della scadenza
Il punto di partenza non è la data di assunzione né quella di inizio del corso, ma la data di rilascio dell'attestato dell'ultima formazione valida, base o aggiornamento che sia. È da lì che decorre il periodo entro cui completare il ciclo successivo, come stabilito dall'Accordo Stato-Regioni.
Chi ha già svolto un aggiornamento non torna a contare dalla formazione base: il nuovo termine parte dall'ultimo attestato conseguito. Un lavoratore formato nel 2019 e aggiornato nel 2024 calcola la scadenza dal 2024, non dal 2019, perché ogni aggiornamento apre un nuovo intervallo di validità.
Per questo la prima operazione utile è raccogliere gli attestati e annotare, per ciascuna persona, la data più recente. Il calendario delle scadenze formative riepiloga le periodicità di riferimento e aiuta a impostare correttamente il conteggio ruolo per ruolo.
Quando scade l'aggiornamento della formazione ruolo per ruolo
Ogni figura segue una propria cadenza: confonderle è l'errore più diffuso negli scadenzari aziendali. La tabella seguente riassume periodicità e monte ore così come fissati dalle fonti vigenti, utile come schema di controllo prima di programmare le edizioni.
| Figura | Periodicità | Ore | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Lavoratore | Quinquennale | 6 ore | Accordo Stato-Regioni 2025 |
| Preposto | Biennale | 6 ore | Accordo 2025 · L. 215/2021 |
| Dirigente | Quinquennale | 6 ore | Accordo Stato-Regioni 2025 |
| Datore di lavoro-RSPP | Quinquennale | 6/10/14 ore per fascia | Accordo Stato-Regioni 2025 |
| RSPP | Quinquennale | 40 ore | Accordo Stato-Regioni 2025 |
| RLS | Annuale | 4 ore (15–50) / 8 ore (>50) | Art. 37 c.11 D.Lgs. 81/2008 |
| Addetto antincendio | Quinquennale | 2/5/8 ore per livello | DM 02/09/2021 |
| Addetto primo soccorso | Triennale | 4/6 ore per gruppo | DM 388/2003 |
La periodicità del RLS merita attenzione perché è l'unica annuale: chi la tratta come quinquennale accumula ritardi ogni dodici mesi. Anche il primo soccorso fa storia a sé, con cadenza triennale legata al DM 388/2003, il cui iter di revisione consiglia di verificare eventuali aggiornamenti normativi.
Preposti: la scadenza biennale che coglie impreparati
Con l'Accordo 2025 l'aggiornamento del preposto è passato a cadenza biennale, in coerenza con la Legge 215/2021 che ne ha rafforzato la funzione di vigilanza. Molte aziende continuano a calcolarne la scadenza ogni cinque anni: è l'errore che genera più preposti scoperti.
Chi era stato formato secondo l'accordo previgente non conserva la vecchia cadenza: la prima scadenza utile va ricalcolata sul ciclo biennale applicando le regole di raccordo del nuovo testo. Un preposto aggiornato l'ultima volta oltre due anni fa risulta oggi non in regola e va reinserito subito in calendario.
Va ricordato inoltre che per il preposto l'aggiornamento si svolge solo in aula o in videoconferenza sincrona, mai in e-learning. Programmare l'edizione con anticipo evita di doverla organizzare all'ultimo, quando trovare una data in presenza per più persone diventa complicato.
Come contare gli anni senza sbagliare il mese
Il termine si calcola sommando gli anni di periodicità alla data dell'attestato e collocando la scadenza allo stesso giorno-mese. Un corso concluso il 12 marzo 2024 con cadenza quinquennale scade il 12 marzo 2029; con cadenza biennale, il 12 marzo 2026. La verifica finale, non l'iscrizione, fissa la data.
Conviene però anticipare il rinnovo di qualche settimana rispetto al termine teorico. Arrivare esattamente al giorno di scadenza significa lasciare la persona priva di copertura per il tempo di organizzare l'edizione, e in caso di controllo o infortunio la formazione risulterebbe scaduta anche per un solo giorno.
- Fissa la data di riferimento sull'attestato più recente, non sul primo corso mai svolto dalla persona.
- Applica la periodicità corretta per quel ruolo: quinquennale, biennale, annuale o triennale a seconda della figura.
- Colloca un promemoria almeno sessanta giorni prima, così da avere margine per iscrizioni ed edizioni in presenza.
Gli errori più frequenti nel calcolo delle scadenze
Il primo errore è trattare la formazione generale del lavoratore come se scadesse: quella è un credito permanente e non va ripetuta, mentre a scadere è solo la parte specifica, con l'aggiornamento periodico. Confondere i due piani porta a corsi inutili e, all'opposto, a scadenze dimenticate.
Il secondo è ignorare il cambio di mansione o di rischio: chi passa a lavorazioni più pericolose necessita di integrazione formativa, che apre una nuova data di riferimento. Il terzo è non aggiornare lo scadenzario quando una persona assume un ruolo aggiuntivo, come quello di preposto, con la sua autonoma cadenza.
Per districarsi tra cicli diversi è utile lo strumento di verifica delle scadenze formative, che partendo dalle date degli attestati segnala i rinnovi in avvicinamento. Il concetto di intervallo è approfondito nella guida sul quinquennio formativo.
Come tenere sotto controllo tutte le scadenze
Uno scadenzario efficace non è un elenco di corsi svolti, ma una vista per persona che incrocia ruolo, data dell'ultimo attestato e prossimo termine. Aggiornarlo a ogni corso concluso e a ogni cambio di mansione evita che le scadenze si sovrappongano tutte a fine anno.
In fase ispettiva l'Ispettorato verifica proprio la corrispondenza tra ruoli effettivi e formazione valida: un attestato scaduto pesa quanto uno mai conseguito. Tenere ordinati registri e date, con i promemoria impostati per tempo, è la difesa più semplice contro contestazioni e sospensioni dell'attività.
Antincendio, primo soccorso e attrezzature: le altre cadenze
Oltre alle figure organizzative, molte aziende devono monitorare gli addetti alle emergenze e gli operatori di attrezzature, regolati da fonti diverse dall'Accordo Stato-Regioni. Applicare a queste posizioni la cadenza sbagliata è frequente quanto per i ruoli gerarchici, e altrettanto rischioso quando arriva un controllo.
L'aggiornamento degli addetti antincendio segue il DM 02/09/2021 con periodicità quinquennale, graduata sul livello di rischio dell'attività. Gli addetti al primo soccorso, disciplinati dal DM 388/2003, si aggiornano invece ogni tre anni con la parte pratica: una cadenza più breve, da calcolare separatamente rispetto ai cicli quinquennali delle altre figure.
Gli operatori di carrelli elevatori, piattaforme, gru e altre attrezzature rinnovano l'abilitazione ogni cinque anni. Chi conduce più mezzi somma più scadenze, tutte da tracciare a parte. Il consiglio pratico è distinguere nello scadenzario le colonne per fonte normativa, così da non confondere cicli che poggiano su basi giuridiche differenti.
Un caso pratico di calcolo delle scadenze formative
Prendiamo un magazzino con dieci addetti, due preposti, un carrellista e un incaricato del primo soccorso. Il primo passo è raccogliere gli attestati e riportare, per ciascuna persona e per il ruolo effettivamente ricoperto, la data più recente di formazione valida su una riga dedicata.
Ai dieci addetti si applica la cadenza quinquennale della formazione specifica; ai due preposti quella biennale, che scade prima e va evidenziata in cima all'elenco. Il carrellista ha una scadenza quinquennale legata all'abilitazione, l'incaricato del primo soccorso una triennale: quattro orologi diversi convivono in un solo magazzino.
Impostando i promemoria sessanta giorni prima di ogni termine, l'azienda distribuisce le edizioni lungo l'anno anziché scoprire in ritardo più scadenze sovrapposte. Lo stesso ragionamento, applicato a organizzazioni più grandi, regge uno scadenzario ordinato e facilmente difendibile davanti agli organi di vigilanza.
Perché anticipare il rinnovo conviene sempre
Arrivare al giorno esatto della scadenza lascia un margine nullo: se l'edizione slitta anche di poco, la persona resta priva di formazione valida. Anticipare di qualche settimana non fa perdere ore né accorcia il ciclo successivo, che decorre comunque dalla nuova data dell'attestato conseguito.
Il rinnovo anticipato tutela inoltre in caso di infortunio, quando la data della formazione viene verificata con precisione. Una copertura continua, senza intervalli scoperti tra un ciclo e l'altro, è la prova più immediata della diligenza organizzativa richiesta al datore di lavoro dal Testo Unico.
La formazione generale non scade: cosa comporta nel calcolo
Un elemento che semplifica il conteggio è che la formazione generale del lavoratore vale come credito permanente e non entra tra le scadenze. Una volta acquisita accompagna la persona per l'intera vita lavorativa e non va ripetuta a ogni cambio di azienda o di mansione.
Lo scadenzario deve quindi tracciare solo la formazione specifica e gli aggiornamenti, non il modulo generale. Chi include anche quest'ultimo tra le voci a scadenza gonfia inutilmente il piano formativo e disperde risorse su corsi che la normativa non richiede di ripetere.
Il credito permanente non esonera però dall'aggiornamento periodico, che resta dovuto: le due cose viaggiano su piani distinti. Tenere separata la parte acquisita una volta per tutte da quella da rinnovare è la chiave per uno scadenzario snello e allo stesso tempo corretto.
Domande frequenti
La scadenza dell'aggiornamento si conta dal corso base o dall'ultimo aggiornamento?
Dall'ultimo attestato valido. Se dopo il corso base è stato svolto un aggiornamento, il nuovo periodo decorre dalla data di quest'ultimo. Il corso base fissa la prima scadenza solo finché non interviene un aggiornamento successivo, che azzera e riavvia il conteggio dell'intervallo previsto per quel ruolo.
Cosa succede se l'aggiornamento viene fatto in ritardo di qualche mese?
La formazione risulta scaduta per tutto il periodo di ritardo e la persona non è in regola. Non esiste una tolleranza prevista dall'Accordo: in caso di controllo o infortunio conta la data effettiva dell'attestato. Conviene quindi anticipare il rinnovo, non attendere l'ultimo giorno utile del ciclo.
La formazione generale dei lavoratori scade e va rifatta ogni cinque anni?
No. La formazione generale è un credito formativo permanente e non si ripete. A scadere è la formazione specifica, che richiede l'aggiornamento periodico previsto dall'Accordo Stato-Regioni. Chi calcola una scadenza sulla parte generale programma corsi non dovuti; la periodicità riguarda soltanto la componente specifica del percorso.
Perché il preposto scade prima degli altri ruoli aziendali?
Perché il suo aggiornamento ha cadenza biennale, contro il quinquennio di lavoratori e dirigenti. La scelta è coerente con il rafforzamento della funzione di vigilanza introdotto dalla Legge 215/2021. Molte scadenze mancate nascono proprio dall'aver applicato al preposto il ciclo quinquennale valido per le altre figure.
Un cambio di mansione modifica la scadenza dell'aggiornamento?
Sì, quando comporta rischi nuovi o più elevati. In quel caso è dovuta un'integrazione della formazione specifica, il cui attestato diventa la nuova data di riferimento per il ciclo di aggiornamento. Anche l'assunzione di un ruolo aggiuntivo, come preposto, introduce una scadenza autonoma da tracciare separatamente.
Fonti normative e riferimenti
- Accordo Stato-Regioni 17/04/2025, Rep. atti n. 59/CSR — GU Serie Generale n. 119 del 24/05/2025 — 2025-05-24
- D.Lgs. 81/2008, art. 37 (testo vigente su normattiva.it) — 2008-04-30
- DM 15 luglio 2003, n. 388 (aggiornamento triennale primo soccorso) — 2004-02-03