Sicurezza sul lavoro in ufficio: rischi reali di un settore a rischio basso
A cura di Redazione Istituto Formazione Sicurezza · Aggiornato il 15 luglio 2026
La sicurezza sul lavoro in ufficio riguarda attività a rischio basso ma non prive di pericoli: uso prolungato del videoterminale, microclima, illuminazione e stress. Il datore di lavoro valuta questi rischi nel DVR, forma i lavoratori e attiva la sorveglianza sanitaria per gli addetti al videoterminale.
Perche l'ufficio non e un ambiente senza rischi
Il lavoro d'ufficio rientra quasi sempre tra le attivita a rischio basso nella classificazione per codice ATECO adottata dall'Accordo Stato-Regioni. Rischio basso non significa assenza di pericoli: i danni potenziali sono meno gravi e meno immediati rispetto a un cantiere o a un'industria, ma restano presenti e vanno valutati nel documento di valutazione dei rischi.
I pericoli tipici del terziario sono cronici e posturali, non traumatici. L'uso prolungato dello schermo affatica la vista e l'apparato muscolo-scheletrico; l'illuminazione inadeguata e i riflessi aumentano lo sforzo visivo; sedute non ergonomiche e postazioni mal disposte generano disturbi a collo, spalle, schiena e polsi anche a distanza di anni.
A questi si aggiunge il rischio elettrico, legato a prese sovraccariche, ciabatte a cascata e apparecchiature difettose, e il rischio d'incendio, presente in ogni luogo di lavoro. La carta, gli arredi e i dispositivi elettronici costituiscono un carico d'incendio che impone vie di esodo libere, estintori e addetti all'emergenza formati.
L'errore piu comune e trattare l'ufficio come uno spazio neutro. La valutazione dei rischi deve invece analizzare postazioni, impianti, ritmi e relazioni, perche negli ambienti amministrativi il danno prevalente e la patologia da sovraccarico, difficile da ricondurre a un singolo evento ma altrettanto tutelata dalla normativa.
Il rischio da videoterminale e la sorveglianza sanitaria
Il lavoro al videoterminale e disciplinato dal Titolo VII del [D.Lgs. 81/2008](/enciclopedia/normativa/dlgs-81-2008/titolo-7/) (artt. 172-179) e dall'Allegato XXXIV. La norma definisce videoterminalista il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico e abituale, per almeno venti ore settimanali, e gli riconosce tutele specifiche.
La misura piu nota e la pausa. L'art. 175 riconosce al videoterminalista un'interruzione di quindici minuti ogni due ore di applicazione continuativa, salvo diversa disciplina della contrattazione collettiva. La pausa non e recuperabile a fine giornata e non coincide con i tempi di attesa imposti dal sistema informatico.
Chi rientra nella definizione e sottoposto a sorveglianza sanitaria: il medico competente effettua la visita con particolare riguardo all'apparato visivo e a quello muscolo-scheletrico, fissando la periodicita in funzione dell'esito e dell'eta del lavoratore. La postazione va progettata secondo i requisiti ergonomici dell'allegato tecnico, dallo schermo alla seduta al piano di lavoro.
- Schermo orientabile e inclinabile, privo di riflessi, con caratteri ben definiti e distanza visiva adeguata al compito.
- Sedile di lavoro stabile e regolabile in altezza e schienale, con eventuale poggiapiedi su richiesta del lavoratore.
- Spazio sufficiente per una posizione comoda e per l'alternanza dei movimenti, con tastiera separata dallo schermo.
Microclima, illuminazione e benessere organizzativo
L'Allegato IV del Testo Unico fissa i requisiti dei luoghi di lavoro, compreso il microclima: temperatura, umidita e ventilazione devono essere adeguate al tipo di attivita, evitando correnti d'aria fastidiose e sbalzi termici. Negli open space e nei locali climatizzati questi parametri sono una fonte ricorrente di disagio e di conflitti tra lavoratori.
L'illuminazione naturale e artificiale deve garantire livelli sufficienti per i compiti visivi, senza abbagliamenti ne riflessi sullo schermo. Il posizionamento delle scrivanie rispetto a finestre e corpi illuminanti incide direttamente sull'affaticamento visivo: una postazione con la finestra alle spalle o di fronte allo schermo e una causa tipica di disturbi evitabili.
Il benessere organizzativo completa il quadro. Carichi di lavoro sostenibili, chiarezza dei ruoli e gestione delle relazioni riducono lo stress lavoro-correlato, che la normativa impone di valutare per tutti i gruppi omogenei. Nel terziario e spesso il rischio piu rilevante, piu dei pericoli fisici tradizionali del settore produttivo.
Quale formazione serve al personale d'ufficio
Anche nel terziario la formazione e obbligatoria per ogni lavoratore. Il percorso si compone della formazione generale, valida come credito permanente, e della formazione specifica commisurata alla classe di rischio del comparto, con il relativo aggiornamento periodico previsto dall'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025.
La classe di rischio dipende dal codice ATECO dell'azienda, non dalla mansione del singolo: un impiegato amministrativo inserito in un'impresa industriale segue la formazione della classe di rischio di quell'azienda, non quella dell'ufficio. Per chi lavora stabilmente da remoto valgono inoltre le indicazioni dedicate allo smart working.
| Rischio | Origine | Misura principale |
|---|---|---|
| Videoterminale | Uso prolungato dello schermo | Pause, sorveglianza sanitaria, ergonomia della postazione |
| Microclima | Climatizzazione, open space | Regolazione e manutenzione degli impianti |
| Elettrico | Prese sovraccariche, apparecchi | Impianti a norma, divieto di ciabatte in serie |
| Incendio | Carta, arredi, dispositivi | Piano di emergenza, vie di esodo, addetti formati |
| Stress lavoro-correlato | Carichi cognitivi e relazioni | Valutazione e misure organizzative |
Alla formazione dei lavoratori si affianca quella degli addetti alle emergenze, obbligatori anche in ufficio: la squadra antincendio e quella di primo soccorso vanno designate e formate a prescindere dalle dimensioni ridotte dell'organico, perche l'obbligo scatta con il primo lavoratore e non con una soglia dimensionale.
Lavoro agile, notebook e nuovi rischi del terziario
La diffusione del lavoro agile ha spostato una parte dell'ufficio a casa, ma non ha cancellato gli obblighi di prevenzione. Il datore di lavoro resta tenuto a informare il lavoratore sui rischi della postazione domestica, in particolare quelli da videoterminale e da postura, e a garantire il diritto alla disconnessione previsto dagli accordi individuali.
L'uso prolungato di computer portatili accentua il problema ergonomico. Schermo piccolo, tastiera e mouse integrati costringono a posizioni scorrette del collo e dei polsi: per un impiego stabile servono supporto rialzato, tastiera e mouse esterni e una seduta adeguata, non l'improvvisazione del tavolo di cucina o del divano.
A questi si aggiungono rischi organizzativi tipici del lavoro connesso: iperconnessione, sovrapposizione tra tempi di vita e di lavoro, isolamento professionale. Sono fattori che alimentano lo stress lavoro-correlato e che la valutazione dei rischi deve considerare anche per chi opera fuori dalla sede aziendale, con misure di regolazione degli orari e dei carichi.
Infine, la dematerializzazione non elimina i pericoli fisici della sede: prese e apparecchiature restano, gli archivi cartacei pure, e la manutenzione degli impianti va garantita anche in uffici semivuoti. La sicurezza del terziario e fatta di dettagli ricorrenti, non di eventi eccezionali, e per questo richiede attenzione costante piu che interventi straordinari.
- Postazione domestica: informazione sui rischi da videoterminale e sull'organizzazione ergonomica dello spazio di lavoro.
- Diritto alla disconnessione: definizione dei tempi di riposo e dei limiti alla reperibilita digitale.
- Isolamento e carichi: momenti di confronto con il gruppo e monitoraggio dei ritmi per contenere lo stress.
Il quadro insegna che classificare un'attivita come rischio basso non autorizza a trascurarla. Un buon sistema di prevenzione in ufficio previene patologie muscolo-scheletriche e visive che, per numero di lavoratori coinvolti nel terziario, incidono in modo rilevante sulla salute complessiva e sui costi sociali, ben oltre la percezione di un ambiente innocuo.
Domande frequenti
Chi lavora in ufficio deve fare la formazione sulla sicurezza?
Si. Ogni lavoratore, anche amministrativo, deve ricevere la formazione generale e quella specifica previste dall'art. 37 del D.Lgs. 81/2008. La classe di rischio del corso dipende dal codice ATECO dell'azienda: per un'attivita d'ufficio e tipicamente il rischio basso, con l'aggiornamento periodico stabilito dall'Accordo Stato-Regioni.
Quando un impiegato e considerato videoterminalista?
Quando utilizza il videoterminale in modo sistematico e abituale per almeno venti ore settimanali, secondo l'art. 173 del Testo Unico. In quel caso ha diritto alla pausa di quindici minuti ogni due ore di applicazione continuativa e alla sorveglianza sanitaria del medico competente, con attenzione ad apparato visivo e muscolo-scheletrico.
L'ufficio richiede addetti antincendio e primo soccorso?
Si. Il datore di lavoro deve designare e formare gli addetti alle emergenze in qualsiasi azienda con almeno un lavoratore, ufficio compreso. La formazione antincendio segue il DM 2 settembre 2021 in base al livello di rischio della sede, quella di primo soccorso il DM 388/2003 in base al gruppo aziendale.
Fonti normative e riferimenti
- D.Lgs. 81/2008, Titolo VII e Allegato XXXIV (videoterminali) — testo vigente su normattiva.it — 2008-04-30
- D.Lgs. 81/2008, Allegato IV (requisiti dei luoghi di lavoro) — 2008-04-30
- Accordo Stato-Regioni 17/04/2025, Rep. atti n. 59/CSR — GU Serie Generale n. 119 del 24/05/2025 — 2025-05-24