Sicurezza sul lavoro nel settore ferroviario: ANSFISA e mansioni di sicurezza
A cura di Redazione Istituto Formazione Sicurezza · Aggiornato il 15 luglio 2026
La sicurezza sul lavoro nel settore ferroviario intreccia due piani: il D.Lgs. 81/2008 per la salute dei lavoratori e la sicurezza dell'esercizio ferroviario vigilata dall'ANSFISA. Il personale con mansioni di sicurezza e soggetto a requisiti di idoneita stringenti, mentre i lavori sui binari espongono a investimento, rumore ed elettrico.
Due sistemi di sicurezza che convivono sulla ferrovia
Nel comparto ferroviario coesistono due concetti distinti di sicurezza. La sicurezza del lavoro, che tutela la salute dei dipendenti secondo il D.Lgs. 81/2008, e la sicurezza dell'esercizio ferroviario, cioe la prevenzione degli incidenti alla circolazione dei treni. I due piani si intrecciano ma rispondono a regole e autorita diverse.
La sicurezza dell'esercizio e vigilata dall'ANSFISA, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, istituita con il D.L. 109/2018. L'Agenzia ha ereditato le funzioni della precedente Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ed emana norme e prescrizioni di settore per gestori dell'infrastruttura e imprese ferroviarie.
Il quadro si completa con la disciplina europea recepita in Italia, tra cui il D.Lgs. 50/2019 in materia di sicurezza e interoperabilita del sistema ferroviario. Gestori e imprese devono dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza certificato, che integra anche gli aspetti di salute e sicurezza del personale coinvolto nell'esercizio.
Per il datore di lavoro ferroviario cio significa gestire in modo coordinato due filoni normativi: gli obblighi del Testo Unico, comuni a ogni azienda, e le prescrizioni di esercizio dell'ANSFISA, specifiche del trasporto su rotaia. Trascurare l'uno o l'altro espone a responsabilita e a rischi operativi gravi.
Il personale con mansioni di sicurezza
Una figura tipica del comparto e il personale con mansioni di sicurezza: macchinisti, capitreno, manovratori, addetti alla formazione dei treni e altre figure la cui condotta incide direttamente sulla sicurezza della circolazione. Per queste mansioni la normativa di settore impone requisiti psico-fisici e professionali piu rigorosi rispetto al lavoratore comune.
I requisiti comprendono idoneita psico-fisica accertata da visite mediche periodiche, controlli sull'assenza di alcol e sostanze e verifiche delle competenze professionali. La perdita dei requisiti comporta la sospensione dalla mansione di sicurezza, a tutela sia del lavoratore sia della collettivita trasportata.
Per i macchinisti si aggiunge il regime della licenza e del certificato di condotta, introdotto dal D.Lgs. 247/2010 in recepimento della direttiva europea sulla certificazione dei conducenti di treno. La licenza attesta i requisiti generali, il certificato l'idoneita alla specifica infrastruttura e al materiale rotabile utilizzato.
- Idoneita psico-fisica: visite periodiche con accertamenti su vista, udito e condizioni generali di salute.
- Controlli su alcol e sostanze: verifiche mirate alle mansioni critiche per la sicurezza della circolazione.
- Competenze professionali: qualificazione, aggiornamento e conoscenza delle norme di esercizio e delle procedure.
I rischi del lavoro sui binari e negli impianti
Il rischio piu grave per chi lavora in linea e l'investimento da parte dei treni durante le attivita di manutenzione dell'infrastruttura. La presenza di convogli in transito impone l'interruzione o la protezione della circolazione, sistemi di allertamento, agenti di scorta e procedure rigide di accesso al binario, perche il margine di errore e nullo.
Le linee elettrificate aggiungono il rischio elettrico da alta tensione della catenaria e delle linee di contatto, che richiede distanze di sicurezza, messa a terra e procedure di consegna e riconsegna degli impianti. I lavori in prossimita delle parti in tensione sono tra le attivita a rischio piu elevato dell'intero comparto.
Si sommano poi il rumore del transito e dei mezzi d'opera, le vibrazioni, il lavoro notturno per sfruttare le interruzioni della circolazione, la movimentazione di materiali pesanti dell'armamento e lo stress lavoro-correlato legato alla responsabilita e ai turni. Il quadro giustifica una formazione approfondita e continua.
Formazione e obblighi delle imprese ferroviarie
Anche nel ferroviario resta pieno l'obbligo di formazione del D.Lgs. 81/2008: formazione generale, specifica commisurata al rischio e aggiornamento periodico secondo l'Accordo Stato-Regioni. Per le mansioni operative sull'infrastruttura la classe di rischio e tipicamente elevata, data la gravita dei pericoli di investimento ed elettrico.
A questa base si somma la formazione professionale di esercizio richiesta dall'ANSFISA per le mansioni di sicurezza, con qualificazione iniziale, verifiche e aggiornamenti sulle norme di circolazione. Il preposto assume un ruolo cruciale nella vigilanza delle squadre in linea, dove il rispetto delle procedure e la sola vera protezione.
Le imprese ferroviarie e i gestori dell'infrastruttura integrano questi obblighi nel proprio sistema di gestione della sicurezza certificato. La coerenza tra formazione del personale, procedure di esercizio e valutazione dei rischi e oggetto di controllo sia dell'ANSFISA sia degli organi di vigilanza sulla salute e sicurezza del lavoro.
Il sistema di gestione della sicurezza e la cultura del near miss
Il tratto distintivo del comparto e il sistema di gestione della sicurezza, obbligatorio per gestori dell'infrastruttura e imprese ferroviarie. Non e un adempimento documentale ma un metodo: individuazione sistematica dei pericoli, definizione delle misure, monitoraggio degli indicatori e riesame continuo, con la sicurezza dell'esercizio e quella del lavoro trattate come parti di un'unica organizzazione.
Un pilastro di questo approccio e la segnalazione e l'analisi degli eventi, compresi i mancati incidenti. La cultura del near miss valorizza la comunicazione di anomalie e situazioni pericolose senza intento punitivo, perche ogni segnalazione anticipa un incidente potenziale. Questo principio, applicato alla circolazione, si estende naturalmente alla sicurezza del personale.
La formazione diventa cosi permanente e non episodica. Alle qualificazioni iniziali seguono aggiornamenti sulle norme di esercizio, addestramenti sulle procedure di emergenza e verifiche periodiche delle competenze, in un settore dove le regole di circolazione cambiano e le tecnologie di segnalamento evolvono di continuo.
Per il datore di lavoro ferroviario la sfida e mantenere allineati i due mondi. Le prescrizioni dell'ANSFISA sull'esercizio e gli obblighi del Testo Unico sulla salute dei lavoratori devono convergere nelle stesse procedure operative, evitando duplicazioni o vuoti che, in un ambiente ad alta energia come la ferrovia, si pagano con infortuni gravi.
- Identificazione dei pericoli e definizione delle misure, con indicatori di sicurezza monitorati nel tempo.
- Segnalazione e analisi di incidenti e mancati incidenti, in una logica di apprendimento non punitivo.
- Formazione permanente sulle norme di esercizio e addestramento periodico alle procedure di emergenza.
La convergenza tra sicurezza dell'esercizio e sicurezza del lavoro e infine una questione di cultura organizzativa. Dove la segnalazione degli errori e vissuta come opportunita di miglioramento, e non come colpa da nascondere, l'intera struttura impara e previene. La ferrovia, per la gravita potenziale dei suoi incidenti, e stata tra i primi comparti a comprenderlo.
Domande frequenti
Che cos'e l'ANSFISA e di cosa si occupa nel settore ferroviario?
L'ANSFISA e l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, istituita con il D.L. 109/2018. Vigila sulla sicurezza dell'esercizio ferroviario, emana norme e prescrizioni per gestori e imprese ferroviarie e ne verifica i sistemi di gestione. Si occupa della sicurezza della circolazione, distinta ma coordinata con quella del lavoro.
Chi e il personale con mansioni di sicurezza in ferrovia?
Sono i lavoratori la cui condotta incide direttamente sulla sicurezza della circolazione: macchinisti, capitreno, manovratori e addetti alla formazione dei treni. Per queste mansioni valgono requisiti piu rigorosi del lavoratore comune: idoneita psico-fisica periodica, controlli su alcol e sostanze e qualificazione professionale, la cui perdita comporta la sospensione dalla mansione.
I macchinisti hanno bisogno di una specifica abilitazione?
Si. Il D.Lgs. 247/2010, in recepimento della direttiva europea sulla certificazione dei conducenti di treno, prevede una licenza che attesta i requisiti generali e un certificato che abilita alla specifica infrastruttura e al materiale rotabile. A questo si affiancano la formazione del D.Lgs. 81/2008 e gli aggiornamenti professionali richiesti dalle norme di esercizio.
Fonti normative e riferimenti
- D.L. 28 settembre 2018, n. 109, convertito con L. 130/2018 (istituzione dell'ANSFISA)
- D.Lgs. 14 maggio 2019, n. 50 (sicurezza e interoperabilita del sistema ferroviario dell'Unione europea)
- D.Lgs. 30 dicembre 2010, n. 247 (certificazione dei macchinisti addetti alla condotta dei treni)
- D.Lgs. 81/2008, artt. 36-37 (informazione e formazione) — testo vigente su normattiva.it — 2008-04-30