Regolamento CLP: classificazione, pittogrammi ed etichettatura chimica
A cura di Redazione Istituto Formazione Sicurezza · Aggiornato il 15 luglio 2026
Il Regolamento CLP (CE 1272/2008) armonizza in Europa la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio di sostanze e miscele chimiche, recependo il sistema GHS delle Nazioni Unite. Definisce le classi di pericolo, i nove pittogrammi, le avvertenze e le indicazioni H e P che comunicano il rischio a chi maneggia i prodotti.
Cos'è il Regolamento CLP e da dove nasce
Il Regolamento CLP (CE 1272/2008), dall'inglese Classification, Labelling and Packaging, è la norma europea che uniforma il modo di classificare, etichettare e imballare le sostanze e le miscele chimiche. Attua nell'Unione il sistema mondiale armonizzato GHS elaborato dalle Nazioni Unite.
È entrato in applicazione progressivamente e ha sostituito i due sistemi previgenti: la direttiva 67/548/CEE sulle sostanze e la direttiva 1999/45/CE sulle miscele. Dal 1° giugno 2015 la classificazione e l'etichettatura seguono esclusivamente le regole del CLP.
L'armonizzazione con il GHS ha portata globale: gli stessi criteri e simboli sono adottati, con adattamenti, in molti Paesi extraeuropei. Per le imprese che esportano o importano sostanze significa un linguaggio del pericolo largamente condiviso, che riduce le barriere tecniche e i rischi di malintesi nella catena internazionale.
Il regolamento si applica a sostanze e miscele immesse sul mercato, con alcune esclusioni per prodotti già disciplinati altrove nella fase finale, come medicinali, cosmetici e alimenti. Resta invece centrale per le sostanze impiegate negli ambienti di lavoro, dove la corretta classificazione è la base di ogni misura di prevenzione.
Le classi di pericolo e la classificazione delle sostanze
Il CLP raggruppa i pericoli in tre grandi famiglie: pericoli fisici, come infiammabilità ed esplosività; pericoli per la salute, come tossicità acuta, corrosione e cancerogenicità; pericoli per l'ambiente, in particolare per l'ambiente acquatico. Ogni famiglia si articola in classi e categorie di gravità.
La classificazione non è un'etichetta arbitraria ma il risultato dell'applicazione di criteri definiti a dati scientifici. Per ogni classe di pericolo il regolamento fissa soglie e categorie: una sostanza può essere, ad esempio, tossica acuta di categoria 1, la più grave, oppure di categoria 4, secondo i valori riscontrati nei test.
La classificazione può essere autonoma, svolta dal fabbricante o importatore in base ai dati disponibili, oppure armonizzata. Le classificazioni armonizzate, contenute nella tabella 3 dell'allegato VI, sono vincolanti per le sostanze più critiche e prevalgono su ogni valutazione autonoma.
Chi immette sul mercato una sostanza deve inoltre notificarne la classificazione all'inventario delle classificazioni ed etichettature (C&L Inventory) gestito dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che lo rende pubblicamente consultabile. Le divergenze ingiustificate tra notifiche relative allo stesso identificativo sono monitorate dalle autorità.
Il regolamento è aggiornato di frequente tramite gli «adeguamenti al progresso tecnico e scientifico» (ATP), che introducono nuove classificazioni armonizzate o modificano i criteri. Le imprese devono seguirne l'evoluzione, perché una nuova classificazione può cambiare gli obblighi di etichettatura e le misure di prevenzione connesse.
I nove pittogrammi di pericolo del CLP
Il pittogramma è il segnale grafico che sintetizza il pericolo: un rombo con bordo rosso su fondo bianco e un simbolo nero. Il CLP ne prevede nove, ciascuno associato a determinate classi e categorie di pericolo.
| Codice | Simbolo | Significato |
|---|---|---|
| GHS01 | Bomba che esplode | Esplosivo |
| GHS02 | Fiamma | Infiammabile |
| GHS03 | Fiamma su cerchio | Comburente |
| GHS04 | Bombola | Gas sotto pressione |
| GHS05 | Corrosione | Corrosivo per metalli, pelle e occhi |
| GHS06 | Teschio e tibie | Tossicità acuta grave |
| GHS07 | Punto esclamativo | Irritante, nocivo, sensibilizzante cutaneo |
| GHS08 | Pericolo per la salute | Cancerogeno, mutageno, tossico per la riproduzione |
| GHS09 | Ambiente | Pericoloso per l'ambiente acquatico |
Un prodotto può recare più di un pittogramma, perché una sostanza presenta spesso pericoli di natura diversa. Alcune combinazioni sono però regolate da principi di priorità: la presenza del teschio per la tossicità acuta grave, ad esempio, rende superfluo il punto esclamativo per gli effetti minori dello stesso tipo.
I pittogrammi si affiancano ma non sostituiscono la segnaletica dei luoghi di lavoro, che risponde ad altre regole. Una lettura consapevole dei simboli resta comunque decisiva per lo stoccaggio e la manipolazione corretti delle sostanze, perché comunica in un istante la natura del pericolo a chi opera.
Etichetta, avvertenze e indicazioni H e P
L'etichetta traduce la classificazione in informazioni leggibili. Oltre ai pittogrammi riporta l'avvertenza, che segnala il livello di gravità con due sole parole: «Pericolo» per i casi più gravi e «Attenzione» per quelli meno severi.
Completano l'etichetta le indicazioni di pericolo (frasi H, hazard) e i consigli di prudenza (frasi P, precautionary). Le prime descrivono la natura del pericolo, ad esempio «provoca gravi ustioni»; le seconde indicano le precauzioni, come conservare lontano da fonti di calore o indossare guanti protettivi.
- Identificatori del prodotto e dati del fornitore responsabile dell'immissione sul mercato.
- Pittogrammi, avvertenza, indicazioni di pericolo H e consigli di prudenza P pertinenti.
- Quantità nominale per i prodotti destinati alla vendita al pubblico e informazioni supplementari eventuali.
Il regolamento disciplina anche l'imballaggio: i contenitori delle sostanze pericolose devono essere robusti e a tenuta e, per i prodotti destinati al pubblico, dotati di chiusure di sicurezza per i bambini e di avvertenze tattili per gli ipovedenti, così da ridurre il rischio di esposizioni accidentali.
Aggiornare l'etichetta è un obbligo continuo: se emergono nuovi dati o cambia la classificazione armonizzata, il fornitore deve rivedere tempestivamente i pittogrammi e le frasi. Un'etichetta non aggiornata trasmette un'informazione errata sul pericolo e vanifica la funzione preventiva del sistema.
Il CLP come base del rischio chimico aziendale
In azienda il CLP è il primo anello della prevenzione: dall'etichetta e dalla classificazione il datore di lavoro ricava la natura dei pericoli presenti nei prodotti impiegati. Su questa base costruisce la valutazione del rischio chimico prevista dal Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 e sceglie le misure di protezione.
La classificazione condiziona anche adempimenti collegati, come la gestione delle sostanze cancerogene del Titolo IX Capo II o la disciplina delle atmosfere esplosive per i prodotti infiammabili. Riconoscere correttamente un pittogramma o una frase di pericolo orienta quindi scelte che vanno oltre la singola etichetta.
La formazione del personale che manipola agenti chimici deve includere la lettura delle etichette e delle schede: distinguere «Pericolo» da «Attenzione» o riconoscere il simbolo del corrosivo è una competenza operativa, non teorica, trattata nel modulo B per RSPP e ASPP e nella specializzazione chimico e petrolchimico.
Recenti aggiornamenti hanno introdotto nuove classi di pericolo, come quelle relative agli interferenti endocrini e alle proprietà persistenti e mobili delle sostanze. Sono novità che ampliano la portata del sistema e richiedono un aggiornamento continuo per chi gestisce prodotti chimici in azienda.
La corretta comunicazione del pericolo giova anche alla gestione delle emergenze: in caso di sversamento o incendio, i pittogrammi e le frasi consentono a squadre di emergenza e soccorritori di riconoscere rapidamente la natura del rischio e di adottare le misure adeguate.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra il Regolamento CLP e il REACH?
Il CLP si occupa di come classificare, etichettare e imballare le sostanze per comunicare il pericolo. Il REACH disciplina invece la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze lungo il loro ciclo di vita. Sono regolamenti distinti e complementari: il CLP definisce il linguaggio del pericolo, il REACH gestisce la sostanza sul mercato.
Quanti sono i pittogrammi di pericolo previsti dal CLP?
I pittogrammi sono nove, tutti a forma di rombo con bordo rosso e simbolo nero su fondo bianco. Coprono i pericoli fisici come esplosivo, infiammabile e comburente, quelli per la salute come tossicità acuta, corrosione e cancerogenicità, e il pericolo per l'ambiente acquatico. Ogni pittogramma è identificato da un codice da GHS01 a GHS09.
Cosa indicano le frasi H e le frasi P sull'etichetta?
Le frasi H, indicazioni di pericolo, descrivono la natura e la gravità del rischio della sostanza, per esempio l'infiammabilità o la tossicità. Le frasi P, consigli di prudenza, indicano le misure da adottare per prevenire o ridurre gli effetti, come lo stoccaggio corretto o l'uso di protezioni. Insieme guidano la manipolazione sicura del prodotto.
Cosa significano le avvertenze «Pericolo» e «Attenzione»?
Sono le due avvertenze previste dal CLP per segnalare il livello di gravità. «Pericolo» è riservata alle categorie di pericolo più gravi, «Attenzione» a quelle meno severe. Una sola avvertenza compare in etichetta: quando si applicherebbe «Pericolo», questa sostituisce «Attenzione». L'avvertenza aiuta a percepire immediatamente l'entità del rischio del prodotto.
Fonti normative e riferimenti
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (CLP) — GU UE L 353 del 31/12/2008 — 2008-12-31
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, Titolo IX Capo I (protezione da agenti chimici) — 2008-04-30
- Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS) delle Nazioni Unite