DM 388/2003: primo soccorso aziendale, gruppi A, B e C
A cura di Redazione Istituto Formazione Sicurezza · Aggiornato il 15 luglio 2026
Il DM 388 2003 disciplina il primo soccorso nelle aziende: attua l'art. 45 del D.Lgs. 81/2008, classifica le imprese in gruppi A, B e C secondo rischio e organico, e fissa formazione degli addetti, dotazioni sanitarie minime e periodicità dell'aggiornamento. È in vigore dal 2004 ed è oggetto di una revisione in iter.
Cosa stabilisce il dm 388 2003 primo soccorso
Il Decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388, dà attuazione all'art. 15, comma 3, del D.Lgs. 626/1994, oggi confluito nell'art. 45 del D.Lgs. 81/2008. Regola l'organizzazione del pronto soccorso aziendale: attrezzature, requisiti dei presidi sanitari, formazione degli addetti designati dal datore di lavoro.
Il presupposto è l'obbligo di designazione: in ogni azienda il datore individua uno o più lavoratori incaricati di prestare i primi interventi e di attivare il sistema di emergenza sanitaria del 112. La designazione richiede una formazione specifica, calibrata sulla classe di rischio dell'impresa e non sulla singola mansione dell'addetto.
Il numero di addetti non è fissato in modo rigido: deve essere adeguato alle dimensioni dell'azienda, ai turni, ai reparti e alla distribuzione dei lavoratori. In un'attività su più piani o con squadre notturne occorre garantire la presenza di un addetto in ogni fascia oraria e in ogni sede operativa.
I gruppi A, B e C: come si classifica l'azienda
L'art. 1 del decreto suddivide le aziende in tre gruppi in base al tipo di attività, all'indice infortunistico di settore e al numero di lavoratori. La classificazione determina sia la durata della formazione, sia la dotazione sanitaria obbligatoria, sia la cadenza dell'aggiornamento.
| Gruppo | Criterio sintetico | Formazione iniziale | Aggiornamento (triennale) | Presidio |
|---|---|---|---|---|
| A | Attività a rischio elevato o alto indice infortunistico; alcune categorie con più di 5 lavoratori | 16 ore | 6 ore | Cassetta di pronto soccorso |
| B | Aziende con tre o più lavoratori non rientranti nel gruppo A | 12 ore | 4 ore | Cassetta di pronto soccorso |
| C | Aziende con meno di tre lavoratori non rientranti nel gruppo A | 12 ore | 4 ore | Pacchetto di medicazione |
Rientrano d'ufficio nel gruppo A, ad esempio, le aziende con lavorazioni a rischio maggiore individuate dal decreto e le aziende agricole con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato. L'aggiornamento è triennale per tutti i gruppi e comprende in particolare l'esercitazione pratica sulle capacità di intervento, da ripetere per non perdere la prontezza delle manovre.
La cassetta di pronto soccorso e il pacchetto di medicazione
Le dotazioni sono definite dagli allegati al decreto. I gruppi A e B devono disporre della cassetta di pronto soccorso, custodita in luogo accessibile e segnalato, con contenuto minimo dettagliato dall'allegato 1; il gruppo C può limitarsi al pacchetto di medicazione dell'allegato 2. Il contenuto va reintegrato dopo ogni uso e controllato nelle scadenze dei prodotti.
- Cassetta (gruppi A e B): guanti sterili monouso, soluzione cutanea di iodopovidone e soluzione fisiologica, garze sterili di misure diverse, teli sterili monouso, pinzette, lacci emostatici, cerotti, forbici, ghiaccio pronto uso, sacchetti per rifiuti sanitari, misuratore di pressione e termometro.
- Pacchetto di medicazione (gruppo C): versione ridotta con guanti, disinfettante, garze, cerotti, benda, laccio emostatico, forbici e istruzioni sul soccorso di emergenza.
- In aziende con più sedi o reparti distanti la dotazione va replicata dove serve, integrando eventuali mezzi di comunicazione per attivare rapidamente il soccorso pubblico.
La revisione del DM 388/2003 ancora in iter
Il decreto ha oltre vent'anni e da tempo è annunciato un provvedimento di revisione, destinato ad aggiornare contenuti formativi, dotazioni e ruolo della simulazione. Alla data di questa scheda il DM 388/2003 resta pienamente in vigore: le aziende continuano ad applicarlo. È però prudente verificare periodicamente eventuali aggiornamenti normativi prima di programmare i corsi.
In attesa del nuovo testo conviene documentare con cura designazioni, attestati e reintegri della cassetta, così da poter dimostrare l'adempimento in caso di controllo. La formazione al primo soccorso si coordina con quella antincendio: insieme costituiscono il presidio delle emergenze previsto dal Testo Unico.
Come organizzare il primo soccorso in azienda
Organizzare il primo soccorso non si esaurisce nel corso: il datore definisce una procedura che indichi chi fa cosa quando accade un'emergenza sanitaria. La procedura individua gli addetti per turno e reparto, i recapiti del 112, la collocazione dei presidi e le modalità di accesso dei soccorritori esterni, specie nei siti estesi o difficili da raggiungere.
- Definire per iscritto la procedura di primo soccorso, con addetti per turno e reparto e recapiti del sistema di emergenza 112.
- Collocare cassetta o pacchetto in luogo segnalato e accessibile, verificando le scadenze dei prodotti e reintegrando dopo ogni uso.
- Informare tutti i lavoratori su come attivare i soccorsi e agevolare l'arrivo dei mezzi, soprattutto in sedi estese o isolate.
Nelle attività con lavoratori isolati, turni notturni o cantieri lontani dai presidi ospedalieri l'organizzazione va rafforzata: strumenti di comunicazione affidabili, indicazioni precise sull'ubicazione e, dove opportuno, un defibrillatore accessibile. La presenza di un addetto formato in ogni fascia oraria è la condizione perché la designazione produca effetti reali.
Il datore garantisce inoltre il raccordo con il medico competente, dove nominato, e con il sistema di emergenza territoriale. La formazione degli addetti si integra con l'informazione a tutti i lavoratori sulle procedure da seguire: chiamare i soccorsi, non spostare l'infortunato salvo pericolo imminente, agevolare l'accesso dei mezzi di soccorso.
Competenze dell'addetto e uso del defibrillatore
L'addetto presta i primi interventi in attesa del soccorso qualificato: valuta lo stato dell'infortunato, allerta il 112, attua le manovre di base e riferisce ai sanitari. Non sostituisce il personale medico né esegue atti riservati: il suo compito è mantenere le funzioni vitali e non aggravare le condizioni della persona fino all'arrivo dei soccorsi.
Il programma dei corsi, definito dagli allegati 3 e 4 del decreto, distingue moduli teorici e pratici: allertamento del sistema di emergenza, riconoscimento di un'emergenza sanitaria, attuazione degli interventi di primo soccorso e conoscenza dei rischi specifici dell'attività. La parte pratica, con simulazioni, è irrinunciabile per l'efficacia dell'intervento e va ripetuta nell'aggiornamento.
Su questo si innesta il defibrillatore semiautomatico (DAE), la cui diffusione è sostenuta dalla Legge 4 agosto 2021, n. 116. Pur non essendo imposto in modo generalizzato dal DM 388/2003, il DAE è raccomandato in molti contesti e richiede operatori formati con addestramento BLSD: la loro presenza accorcia i tempi di intervento nell'arresto cardiaco, dove ogni minuto è decisivo.
La mancata organizzazione del primo soccorso è sanzionata: l'omessa designazione o formazione degli addetti espone il datore alle sanzioni dell'art. 55 del Testo Unico, mentre l'assenza dei presidi sanitari costituisce una carenza autonoma. In ispezione si verificano attestati, date di aggiornamento e integrità della cassetta.
Documentare ogni elemento è quindi tanto importante quanto erogare la formazione. Un addetto con aggiornamento scaduto o una cassetta incompleta valgono, agli occhi dell'organo di vigilanza, come un adempimento non assolto: la coerenza tra numero di addetti, turni e presidi è parte integrante dell'obbligo.
Domande frequenti
Come si stabilisce se un'azienda appartiene al gruppo A, B o C?
La classificazione dipende dal tipo di attività, dall'indice infortunistico del settore INAIL e dal numero di lavoratori. Il gruppo A raccoglie le attività a rischio più elevato e alcune categorie sopra i cinque addetti; il gruppo B le aziende con almeno tre lavoratori non in gruppo A; il gruppo C quelle con meno di tre lavoratori.
Ogni quanto va aggiornata la formazione degli addetti al primo soccorso?
L'aggiornamento previsto dal DM 388/2003 è triennale per tutti i gruppi e ha durata diversa in base alla classificazione dell'azienda, con particolare attenzione alla parte pratica. Le durate del corso iniziale e dell'aggiornamento per ciascun gruppo sono riportate nella tabella dedicata di questa scheda.
Cosa deve contenere la cassetta di pronto soccorso?
Il contenuto minimo è fissato dall'allegato 1 del decreto per i gruppi A e B: guanti sterili, disinfettante e soluzione fisiologica, garze e teli sterili, cerotti, lacci emostatici, forbici, ghiaccio istantaneo, sacchetti per rifiuti sanitari, misuratore di pressione e termometro. Il gruppo C usa il pacchetto di medicazione, in versione ridotta.
Il DM 388/2003 è ancora in vigore o è stato sostituito?
È ancora pienamente in vigore. Da anni si discute di una revisione del decreto, ma finché il nuovo testo non è pubblicato in Gazzetta Ufficiale le aziende applicano il DM 388/2003. È consigliabile verificare gli aggiornamenti normativi prima di pianificare i corsi, per non progettare percorsi su una disciplina superata.
Fonti normative e riferimenti
- DM 15 luglio 2003, n. 388 — GU Serie Generale n. 27 del 03/02/2004 — 2004-02-03
- D.Lgs. 81/2008, art. 45 (primo soccorso) — 2008-04-30
- DM 388/2003, allegati 1 e 2 (cassetta di pronto soccorso e pacchetto di medicazione)