Istituto Formazione Sicurezza

Rischio movimentazione manuale dei carichi: metodo NIOSH e indice di sollevamento

A cura di Redazione Istituto Formazione Sicurezza · Aggiornato il 15 luglio 2026

Il rischio movimentazione manuale dei carichi riguarda le operazioni di sollevamento, trasporto, spinta e traino che possono causare patologie dorso-lombari, disciplinate dal Titolo VI del D.Lgs. 81/2008 e dall'Allegato XXXIII. La valutazione impiega il metodo NIOSH e l'indice di sollevamento per stimare il livello di rischio.

Quando un'operazione rientra nella movimentazione manuale

L'art. 167 del D.Lgs. 81/2008 definisce la movimentazione manuale dei carichi come le operazioni di trasporto o sostegno di un carico compiute da uno o più lavoratori: sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare. Sono comprese in particolare le azioni che, per caratteristiche o condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi per la zona dorso-lombare.

Il rischio non dipende solo dal peso, ma dall'insieme di quattro elementi indicati dall'Allegato XXXIII: le caratteristiche del carico, lo sforzo fisico richiesto, l'ambiente di lavoro e le esigenze dell'attività. Un pacco leggero sollevato da terra, ruotando il busto, centinaia di volte al giorno può essere più dannoso di un carico pesante spostato di rado.

Le mansioni tipiche interessano magazzini e logistica, edilizia, assistenza socio-sanitaria con la movimentazione dei pazienti, industria alimentare, agricoltura e distribuzione. La patologia bersaglio è il danno al rachide lombare: lombalgie acute, ernie del disco e discopatie degenerative rappresentano una delle prime cause di assenza e inidoneità alla mansione.

Il metodo NIOSH e l'indice di sollevamento

Per le azioni di sollevamento la valutazione impiega il metodo NIOSH, richiamato dalla norma tecnica ISO 11228-1 a cui rinvia l'Allegato XXXIII. Il metodo calcola un peso limite raccomandato per la specifica postazione, partendo da una costante di peso ideale ridotta da una serie di fattori demoltiplicativi legati alla geometria del gesto.

  • Altezza delle mani da terra all'inizio del sollevamento e distanza orizzontale del carico dal corpo, che penalizzano fortemente le prese lontane e basse.
  • Dislocazione verticale del carico durante il gesto e angolo di torsione del busto rispetto al piano sagittale.
  • Frequenza e durata delle azioni di sollevamento nel turno, che riducono il peso raccomandato all'aumentare della ripetitività.
  • Qualità della presa, distinta in buona, discreta o scarsa a seconda di maniglie, forma e stabilità del carico.

Il rapporto tra il peso effettivamente sollevato e il peso limite raccomandato fornisce l'indice di sollevamento. Un indice pari o inferiore a 1 indica una condizione accettabile per la maggior parte dei lavoratori; superata l'unità il rischio cresce progressivamente e impone interventi correttivi tanto più urgenti quanto più il valore è alto.

Fasce di rischio e valutazione di spinta e traino

Interpretazione dell'indice di sollevamento (LI) secondo l'approccio NIOSH
Indice di sollevamentoLivello di rischioAzione richiesta
≤ 1,0AccettabileNessun intervento specifico; mantenere le condizioni ergonomiche
1,1 - 2,0PresenteRiprogettare la postazione e attivare la sorveglianza sanitaria
2,1 - 3,0RilevanteInterventi prioritari di riduzione e formazione mirata
> 3,0ElevatoInterventi immediati; ridurre pesi, frequenze e distanze

Il sollevamento non è l'unica azione da valutare. Le operazioni di spinta e traino di carrelli e transpallet si analizzano con il metodo di Snook e Ciriello, che stima le forze iniziali e di mantenimento tollerabili in base a distanza, frequenza e percentuale di popolazione protetta, come previsto dalla ISO 11228-2.

Per il trasporto in piano e le attività composite esistono ulteriori indici, mentre la movimentazione dei pazienti in sanità usa metodi dedicati come il MAPO. La scelta dello strumento dipende dal tipo di gesto prevalente e va motivata nel documento di valutazione dei rischi.

Misure di prevenzione e riprogettazione ergonomica

L'art. 168 impone di evitare la movimentazione manuale quando è possibile, ricorrendo a mezzi meccanici; ove non evitabile, di ridurne il rischio riprogettando compiti, carichi e ambiente. La gerarchia è chiara: prima l'automazione e l'ausilio meccanico, poi l'organizzazione, infine l'addestramento al gesto corretto.

  • Ausili meccanici: sollevatori, carrelli, transpallet, tavoli elevatori e manipolatori che eliminano o riducono il carico sulla schiena.
  • Riprogettazione della postazione: portare i piani di presa e deposito ad altezza dei fianchi, avvicinare il carico al corpo, eliminare le torsioni.
  • Frazionamento dei carichi e limitazione dei pesi unitari, con confezioni più piccole o maniglie che migliorano la qualità della presa.
  • Rotazione delle mansioni e pause di recupero per distribuire il carico biomeccanico tra più operatori e nel tempo.

L'addestramento alle tecniche di sollevamento è utile ma non risolutivo: nessuna tecnica rende sicuro un compito mal progettato. Va accompagnato dalla sorveglianza sanitaria del medico competente e dalla consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sulle soluzioni adottate in reparto.

Chi è coinvolto e come si organizza la valutazione

L'analisi coinvolge più figure. Il datore di lavoro promuove la valutazione, il servizio di prevenzione seleziona i metodi, il medico competente definisce i protocolli sanitari e i lavoratori forniscono informazioni sul gesto reale, spesso diverso da quello previsto dalle procedure scritte in azienda.

Il lavoro parte dall'osservazione diretta dei compiti e dalla loro scomposizione: quali carichi, con quale frequenza, a quali altezze e con quali posture. Si individuano i gruppi omogenei e, per ciascuno, il metodo appropriato tra sollevamento, spinta, traino e trasporto in piano, evitando di applicare un unico indice a gesti eterogenei.

  • Osservazione dei compiti reali e raccolta dei parametri di peso, frequenza, altezza e distanza del carico.
  • Suddivisione in gruppi omogenei e scelta del metodo adeguato al gesto prevalente della mansione.
  • Determinazione delle fasce di rischio e definizione delle priorità degli interventi correttivi.
  • Coinvolgimento dei lavoratori e del medico competente nella verifica delle soluzioni proposte.

La partecipazione dei lavoratori è decisiva: sono loro a conoscere le scorciatoie operative e i picchi di carico che l'analisi teorica, basata sulle mansioni nominali, rischia di non cogliere. I risultati confluiscono nel documento di valutazione con le fasce di rischio e il relativo piano di riduzione.

Fattori individuali e limiti dell'addestramento al sollevamento

Il rischio dorso-lombare non dipende solo dal compito ma anche dalle caratteristiche della persona. Età, genere, corporatura e condizioni di salute modulano la tolleranza al carico: per questo le norme tecniche indicano valori di riferimento distinti per fasce di popolazione, da adattare alla forza lavoro reale dell'azienda.

La formazione al sollevamento corretto è dovuta, ma la sua efficacia è limitata se la postazione resta mal progettata. Insegnare a piegare le gambe non annulla il rischio di un compito che impone torsioni ripetute o prese lontane dal corpo: la priorità resta la riprogettazione ergonomica del posto di lavoro.

La sorveglianza sanitaria intercetta precocemente i disturbi al rachide e orienta i giudizi di idoneità, che possono prevedere limitazioni ai pesi o alle posture. Una gestione documentata dell'intero percorso, dalla valutazione agli esiti sanitari, protegge il lavoratore e dimostra l'adempimento in sede di controllo ispettivo.

Nei magazzini automatizzati e nella logistica moderna la movimentazione residua si concentra spesso nelle fasi di prelievo e allestimento degli ordini. Proprio lì convergono alta frequenza e prese ripetute: monitorare questi colli di bottiglia con i metodi analitici, e non solo con la percezione degli operatori, è la strada per interventi mirati ed economicamente sostenibili.

Domande frequenti

Esiste un peso massimo di legge per il sollevamento manuale?

Il Titolo VI non fissa un limite numerico unico. La valutazione avviene con il metodo NIOSH, che parte da una costante di peso ideale e la corregge in base a distanza, altezza, torsione, frequenza e presa. Le norme tecniche indicano valori di riferimento diversi per popolazione lavorativa, età e genere: vanno verificati caso per caso.

Cosa indica un indice di sollevamento maggiore di 1?

Un indice di sollevamento superiore a 1 segnala che il peso movimentato supera quello raccomandato per quella postazione, con rischio crescente di patologie dorso-lombari. Più il valore è alto, più urgenti sono gli interventi: riprogettare la postazione, ridurre pesi e frequenze e attivare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti.

La movimentazione manuale dei carichi richiede sorveglianza sanitaria?

Sì, quando la valutazione evidenzia un rischio non trascurabile. Il medico competente sottopone i lavoratori esposti ad accertamenti periodici per intercettare precocemente disturbi al rachide ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione, eventualmente con limitazioni sui pesi movimentabili o sulle posture assunte durante il lavoro.

Come si valutano le operazioni di spinta e traino?

Spinta e traino non si valutano con l'indice di sollevamento ma con il metodo di Snook e Ciriello, richiamato dalla ISO 11228-2. Il metodo stima le forze iniziali e di mantenimento accettabili in funzione della distanza percorsa, della frequenza, dell'altezza delle mani e della percentuale di popolazione lavorativa che si intende proteggere.

Fonti normative e riferimenti

  • D.Lgs. 81/2008, Titolo VI, artt. 167-171 e Allegato XXXIII (testo vigente su normattiva.it)2008-04-30
  • ISO 11228-1 (sollevamento e trasporto) e ISO 11228-2 (spinta e traino)
  • NIOSH — Revised Lifting Equation, Applications Manual (1994)