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Patentino di saldatura: la certificazione dei saldatori per procedimento

Il patentino di saldatura è la certificazione personale che attesta l'abilità di un saldatore secondo la norma UNI EN ISO 9606: si consegue superando una prova pratica valutata da un organismo di certificazione indipendente, distinto dall'ente che eroga la formazione. Copre procedimento, materiali e posizioni saldate.

I corsi disponibili in questa area

Corso patentino saldatura elettrodo 111 (MMA)

Patentino saldatura elettrodo 111 (MMA): corso pratico di preparazione all'esame UNI EN ISO 9606-1 su posizioni e materiali. Certificazione di organismo terzo.

Durata:
32 ore
Prezzo:
da 480,00 € + IVA

Corso patentino saldatura MAG 135 a filo continuo

Patentino saldatura MAG 135 a filo continuo: corso di preparazione all'esame UNI EN ISO 9606-1 su lamiera e carpenteria. Rilascio da organismo di certificazione terzo.

Durata:
32 ore
Prezzo:
da 470,00 € + IVA

Corso patentino saldatura TIG 141

Patentino saldatura TIG 141: corso di preparazione alla prova UNI EN ISO 9606 su acciai inox e tubazioni. Certificazione rilasciata da un organismo terzo indipendente.

Durata:
40 ore
Prezzo:
da 620,00 € + IVA

Corso patentino saldatura ossiacetilenica 311

Patentino saldatura ossiacetilenica 311: corso di preparazione all'esame UNI EN ISO 9606-1 su tubi e lamiere sottili. Rilascio da organismo di certificazione terzo.

Durata:
24 ore
Prezzo:
da 380,00 € + IVA

Che cos'è il patentino di saldatura e chi lo rilascia

Il patentino di saldatura è il documento con cui un organismo di certificazione di parte terza attesta che una persona sa eseguire un giunto saldato conforme a un determinato procedimento. La verifica avviene con una prova pratica valutata da un esaminatore indipendente, secondo la serie di norme UNI EN ISO 9606.

L'ente di formazione prepara il candidato all'esame; il rilascio della qualifica compete invece all'organismo terzo, che firma e registra il certificato. È una distinzione sostanziale: la formazione allena il gesto, la certificazione ne accerta il risultato in modo verificabile da committenti e organi di controllo.

La serie UNI EN ISO 9606 è articolata per famiglia di materiale: la parte 1 riguarda gli acciai, la parte 2 l'alluminio e le sue leghe. Ogni patentino nasce quindi dentro un perimetro tecnico ben preciso, che il certificato riporta e che determina cosa il saldatore è autorizzato a produrre.

Perché il patentino non è un attestato di frequenza

Molti percorsi di sicurezza si chiudono con un attestato che documenta la partecipazione al corso. Il patentino segue una logica diversa: certifica una competenza dimostrata, non le ore seguite. Chi non supera la prova non ottiene la qualifica, anche se ha frequentato tutte le lezioni.

Per questo la nostra offerta è impostata sulla preparazione all'esame: esercitazione pratica intensiva, simulazione del saggio di qualificazione e verifica dei parametri. L'esito finale resta nelle mani dell'organismo di certificazione, che opera come parte terza rispetto sia al saldatore sia al datore di lavoro.

I procedimenti di saldatura e le loro sigle numeriche

Ogni procedimento è identificato da un numero definito dalla UNI EN ISO 4063. La qualifica è specifica: un patentino ottenuto a elettrodo non copre la saldatura a filo continuo. Ecco i quattro procedimenti su cui prepariamo l'esame.

Procedimenti di saldatura e relativi corsi di preparazione
SiglaProcedimentoImpiego tipico
111Elettrodo rivestito (MMA)Carpenteria strutturale, cantiere, manutenzione
135Filo continuo con gas attivo (MAG)Lamiera e carpenteria in serie, produzione
141Arco con elettrodo di tungsteno (TIG)Acciai inossidabili, tubazioni, spessori sottili
311Ossiacetilenica a fiammaTubi, lamiere sottili, brasatura, riparazioni

Posizioni, materiali e campo di validità della qualifica

La prova non certifica genericamente il saldatore, ma un preciso campo di validità definito dalle variabili essenziali: procedimento, gruppo di materiale, tipo di giunto, spessore, diametro e posizione. Chi si qualifica in verticale e sopratesta copre anche la posizione piana, non viceversa.

Le posizioni sono codificate dalla UNI EN ISO 6947; i gruppi di materiale dalla ISO/TR 15608. Prima dell'esame conviene individuare le lavorazioni reali che dovrai eseguire, così da scegliere un saggio il cui campo di validità copra ciò che serve in officina o in cantiere.

Il principio delle variabili essenziali evita di dover ripetere una prova per ogni singola condizione: qualificarsi nella situazione più impegnativa estende automaticamente la validità a quelle meno gravose. È un aspetto che incide sul costo e sul tempo del percorso, e va valutato insieme al procedimento all'inizio della preparazione.

Come scegliere il corso di preparazione giusto

La scelta parte dal procedimento richiesto dal tuo settore. La carpenteria strutturale marcata secondo la EN 1090 lavora molto a elettrodo e a filo; la caldareria e l'impiantistica alimentare privilegiano il TIG; l'idraulica tradizionale ricorre ancora alla fiamma ossiacetilenica per tubi e brasature.

Ogni scheda descrive procedimento, materiali e posizioni trattate. Se non sai orientarti, richiedi un preventivo indicando il tuo comparto e le lavorazioni tipiche: definiamo insieme il saggio più utile e l'organismo di certificazione presso cui sostenere la prova.

Conta anche l'esperienza di partenza. Chi salda già da anni ha bisogno soprattutto di allineare il gesto alle condizioni d'esame; chi parte da zero richiede un percorso pratico più lungo per accumulare ore-arco. Per questo lavoriamo con postazioni individuali e gruppi ridotti, così ogni allievo dispone del tempo effettivo di saldatura necessario.

Validità, conferma periodica e rinnovo del patentino

Il patentino non è definitivo. La UNI EN ISO 9606-1 prevede una conferma periodica della qualifica, di norma ogni sei mesi, attestata da chi coordina le saldature verificando che il saldatore continui a operare con quel procedimento. Il mancato rispetto della periodicità fa decadere la validità.

Il rinnovo alla scadenza avviene con nuova prova o secondo le condizioni ammesse dalla norma, sempre attraverso l'organismo di certificazione. Chi non salda da tempo, o cambia procedimento, ripete la qualificazione: programmala consultando l'approfondimento sulle norme tecniche applicabili.

Conservare il certificato aggiornato e le conferme periodiche è un interesse concreto del saldatore e dell'azienda: sono i documenti che il committente e il coordinamento delle saldature richiedono per autorizzare la produzione. Una qualifica decaduta o non confermata equivale, in cantiere e in officina, a non averla.

Domande frequenti

Chi rilascia materialmente il patentino di saldatura?

Lo rilascia un organismo di certificazione di parte terza, indipendente dal saldatore e dal datore di lavoro, dopo che un esaminatore ha valutato la prova pratica secondo la UNI EN ISO 9606. L'ente di formazione prepara il candidato ma non firma la qualifica: certifica soltanto la partecipazione al corso. Questa separazione dei ruoli è ciò che rende il patentino spendibile davanti a committenti e organi di controllo.

Il patentino vale per tutti i procedimenti di saldatura?

No. La qualifica è specifica per il procedimento su cui è stata sostenuta la prova: un patentino a elettrodo rivestito non abilita alla saldatura a filo continuo o al TIG. Vale inoltre entro un campo di validità definito da materiale, posizione, spessore e tipo di giunto. Chi opera con più tecniche deve qualificarsi separatamente su ciascun procedimento che intende utilizzare in produzione.

Quanto dura la validità di un patentino di saldatura?

La durata è governata dalla UNI EN ISO 9606-1, non da un obbligo del Testo Unico sicurezza. La norma richiede una conferma periodica, di norma semestrale, sottoscritta da chi coordina le saldature, e un rinnovo alla scadenza gestito dall'organismo di certificazione. Se la periodicità non viene rispettata la qualifica decade e va ripetuta la prova. Verifica sempre le condizioni indicate sul certificato ricevuto.

Serve il patentino per legge o lo chiedono i clienti?

La qualificazione del saldatore non discende direttamente dal D.Lgs. 81/2008, ma dalle norme tecniche di prodotto e di sistema: la EN 1090 per la carpenteria strutturale marcata CE, la EN ISO 3834 per i requisiti di qualità e i capitolati d'appalto. Gli obblighi di salute e sicurezza restano distinti e riguardano formazione, valutazione dei rischi e dispositivi di protezione contro fumi e radiazioni dell'arco.