La metodologia didattica della nostra formazione sulla sicurezza
Aggiornato il 14 luglio 2026
Perché la metodologia didattica conta quanto il programma
La metodologia didattica della formazione sulla sicurezza è disciplinata, non lasciata al gusto del docente: l'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 chiede un approccio andragogico, centrato sull'esperienza dei partecipanti adulti, con metodologie attive e interattive. Le lezioni puramente frontali sono ridotte al minimo indispensabile.
Didattica attiva: casi reali, esercitazioni, discussione
Ogni modulo alterna brevi inquadramenti teorici a lavoro su casi: la ricostruzione di un quasi-infortunio in un magazzino, la lettura guidata di un documento di valutazione dei rischi anonimizzato, la simulazione di una segnalazione del preposto al datore di lavoro. I partecipanti lavorano su situazioni che riconoscono, non su astrazioni.
Nelle parti pratiche, dove previste dalla norma, l'esercitazione è individuale: ognuno prova estintori, manovre o attrezzature sotto la supervisione del docente. Le prove pratiche si svolgono sempre in presenza, perché nessuna piattaforma sostituisce il gesto eseguito e corretto dal vivo.
Aule contenute: massimo 30 partecipanti
Il limite di 30 partecipanti per aula previsto dagli accordi non è un tetto burocratico ma una condizione di efficacia: sotto quella soglia il docente riesce a far parlare tutti, correggere le esercitazioni e adattare gli esempi al settore prevalente in aula. Nei corsi con parte pratica il rapporto istruttore-allievi si riduce ulteriormente.
Verifica dell'apprendimento e attestazione finale
Ogni corso si chiude con una verifica documentata: test a risposta multipla per la parte teorica e, dove prevista, prova pratica valutata dal docente. Il superamento della verifica, insieme alla frequenza di almeno il 90% delle ore, è condizione per il rilascio dell'attestato.
Raccogliamo inoltre il giudizio dei partecipanti al termine di ogni edizione: i questionari di gradimento alimentano la revisione di materiali, esempi e ritmo delle lezioni. È il modo più concreto per far evolvere i corsi del catalogo senza snaturare i vincoli normativi.