Istituto Formazione Sicurezza
Preventivo

Corso di sicurezza sul lavoro in arabo con mediazione culturale

Il corso sicurezza lavoro in arabo forma i lavoratori arabofoni di edilizia, logistica e agricoltura nella loro lingua, come impone l'art. 37, comma 13, del D.Lgs. 81/2008. Prevede docenza in arabo o mediatore culturale, materiali con scrittura da destra a sinistra e verifica finale nella stessa lingua.

Dati del corso in sintesi

Durata
4 ore
Modalità
Aula, Videoconferenza sincrona
Base normativa
Art. 37, commi 1 e 13, D.Lgs. 81/2008; Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 (Rep. 59/CSR)
Verifica finale
Prevista, con frequenza minima del 90% delle ore

A chi è rivolto il corso

  • Lavoratori arabofoni provenienti da Marocco, Egitto e Tunisia occupati in edilizia e movimentazione merci
  • Addetti della logistica, dell'agricoltura e delle lavorazioni delle carni con diversa scolarizzazione
  • Aziende che impiegano manodopera arabofona e devono documentare una formazione realmente compresa

Programma dettagliato del corso

Quadro normativo e ruoli spiegati in lingua araba

  • Il sistema di prevenzione italiano e le figure aziendali presentati in arabo con supporto del mediatore culturale
  • Obblighi del lavoratore secondo l'art. 20 del D.Lgs. 81/2008 e diritti a informazione e formazione (artt. 36 e 37), illustrati con esempi concreti e pittogrammi
  • Segnaletica di sicurezza e simboli di pericolo CLP letti con materiali bidirezionali da destra a sinistra
  • Comprensione degli ordini di lavoro, dei divieti e delle prescrizioni anche in caso di scolarizzazione limitata
  • Gestione delle emergenze e vie di esodo comunicate con procedure visive e prove pratiche
  • Sorveglianza sanitaria e segnalazione dei pericoli superando eventuali barriere linguistiche e culturali
  • Responsabilità e conseguenze delle violazioni spiegate con esempi concreti e supporto del mediatore
  • Concetto di valutazione dei rischi e importanza del rispetto delle procedure aziendali documentate
  • Rapporto con preposto e rappresentante dei lavoratori e modalità per segnalare situazioni pericolose

Rischi di edilizia, logistica e agricoltura

  • Rischi di cantiere: cadute dall'alto, ponteggi, seppellimento negli scavi e caduta di materiali
  • Rischi della logistica: carrelli elevatori, ribalte di carico, scaffalature e investimento da mezzi in movimento
  • Rischi agricoli e delle lavorazioni delle carni: trattori, utensili taglienti, ambienti freddi e rischio biologico
  • Movimentazione manuale dei carichi e posture di lavoro illustrate con dimostrazioni pratiche
  • Dispositivi di protezione individuale: casco, calzature, guanti e imbracature spiegati e provati in aula
  • Rischio rumore, polveri e vibrazioni nelle lavorazioni edili e nella movimentazione delle merci
  • Percezione del rischio e abitudini di lavoro: come colmare la distanza culturale nelle prassi di sicurezza
  • Ordine, pulizia e stoccaggio sicuro dei materiali nei cantieri e nei magazzini per prevenire gli infortuni
  • Uso in sicurezza di utensili elettrici e manuali e verifica del loro stato prima dell'impiego
  • Simulazioni operative sui mestieri reali e verifica finale dell'apprendimento condotta in arabo

Perché la mediazione culturale è decisiva in lingua araba

Con i lavoratori arabofoni la sola traduzione spesso non basta: cambiano l'alfabeto, il verso di lettura e talvolta il livello di scolarizzazione. Il mediatore linguistico-culturale affianca il docente qualificato e garantisce che divieti, procedure e prescrizioni siano davvero compresi, come richiede l'art. 37, comma 13.

I materiali sono bidirezionali, con testo in arabo da destra a sinistra e un ampio ricorso a pittogrammi e immagini di mansione. Questa impostazione visiva funziona anche con chi ha una alfabetizzazione limitata, senza rinunciare ai contenuti obbligatori del percorso.

I settori dove servono più spesso corsi in arabo

La manodopera arabofona, proveniente in prevalenza da Marocco, Egitto e Tunisia, è concentrata in edilizia, logistica di magazzino, agricoltura e lavorazioni delle carni. Sono attività a rischio medio-alto, dove un ordine frainteso può tradursi rapidamente in un infortunio grave.

Per questo il programma privilegia dimostrazioni pratiche e prove sui dispositivi di protezione, dal casco all'imbracatura. La verifica finale è in arabo e documenta l'apprendimento effettivo, rendendo l'attestato conforme ai requisiti del D.Lgs. 81/2008.

Come proseguire il percorso formativo in arabo

Questo corso copre la formazione generale valida per ogni settore. La formazione specifica, graduata sul rischio, prosegue nella stessa lingua: per un manovale o un magazziniere conviene abbinare la formazione generale alla specifica a rischio alto, sempre con supporto del mediatore.

L'obbligo di comprensibilità e le sue verifiche sono approfonditi nella guida alla formazione dei lavoratori stranieri. Per organici che parlano lingue diverse esistono le edizioni multilingua.

Percezione del rischio e distanza culturale

La sicurezza non è solo una questione di parole tradotte, ma di abitudini e percezioni: gesti considerati normali altrove possono essere pericolosi in un cantiere italiano. Il mediatore aiuta a rendere espliciti questi scarti, spiegando il perché di un divieto e non solo la sua esistenza.

Questo lavoro sulla percezione riduce le resistenze e trasforma la formazione in un cambiamento di comportamento reale. È la differenza tra un lavoratore che indossa l'imbracatura per obbligo e uno che ne comprende la funzione salvavita.

Vincoli di erogazione da conoscere

  • Erogazione con docente arabofono o mediatore linguistico-culturale a supporto del formatore qualificato
  • Materiali bidirezionali con scrittura da destra a sinistra e ampio uso di pittogrammi
  • Verifica finale in arabo; massimo 30 partecipanti e frequenza minima del 90% del monte ore

Stima per 1 partecipante: 80,00 € + IVA

Prezzi IVA esclusa. IVA e totale finale mostrati prima del pagamento.

Domande frequenti

Serve un mediatore culturale se il docente parla arabo?

Non sempre, ma spesso è utile. Un docente arabofono qualificato può condurre l'aula da solo; il mediatore diventa decisivo quando il gruppo ha scolarizzazione eterogenea o proviene da aree con dialetti diversi. La sua funzione non è solo tradurre, ma colmare la distanza culturale nella percezione del rischio, garantendo che le prescrizioni di sicurezza siano davvero interiorizzate.

Come si forma un lavoratore arabofono che legge e scrive poco?

Puntando sulla comunicazione visiva: pittogrammi, immagini di mansione, dimostrazioni pratiche e prove dirette sui dispositivi di protezione. I materiali bidirezionali affiancano il testo arabo alle immagini, e la verifica finale può essere condotta in forma orale o pratica. L'obiettivo dell'art. 37, comma 13, è la comprensione reale, che non dipende dal solo saper leggere.

L'edizione in arabo si può erogare in videoconferenza?

Sì, in aula o in videoconferenza sincrona con docente e mediatore collegati. Preferiamo però la presenza quando il programma prevede prove pratiche sui dispositivi di protezione o dimostrazioni di movimentazione, difficili da rendere a distanza. La scelta della modalità va calibrata sul livello del gruppo e sul tipo di rischi trattati, privilegiando l'efficacia della comprensione.